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La causa forse più frequente è la tendinite o la lesione dei tendini che compongono la cosiddetta cuffia dei rotatori (sovraspinoso, sottoscapolare, sottospinoso e piccolo rotondo). Questi tendini, insieme al bicipite, permettono il movimento della spalla.
L’infiammazione può derivare da fattori anatomici congeniti, da traumi acuti, o da un sovraccarico dovuto a movimenti scorretti o troppo intensi, come quelli indotti dalla pratica di alcuni sport, ma anche prodotti dall’usura dovuta a cattiva postura.
Molto frequenti sono le lussazioni e le instabilità della spalla e anche il consumo dell’articolazione (artrosi).
Il dolore alla spalla causato dall’artrosi può manifestarsi in diverse forme, inclusi dolori persistenti, rigidità articolare, limitazioni nei movimenti e talvolta anche gonfiore. Questi sintomi possono variare in intensità e possono peggiorare con l’attività fisica o con determinati movimenti.
Un piccolo fastidio può, col tempo, degenerare in un problema più serio e cronico. Pertanto, è bene non sottovalutare anche altri segnali d’allarme quali la perdita di mobilità o di forza nell’articolazione, che si trasmettono spesso anche all’arto e si irradiano fino alla mano.
Il dolore notturno è uno dei sintomi tipici di un problema alla cuffia dei rotatori. Preso per tempo, un problema di lieve entità può essere risolto rapidamente. Se il problema persiste, tuttavia, è bene procedere a indagini più approfondite e accurate, per far sì che la situazione non si aggravi.
Spesso, nel paziente over 60, una lesione della cuffia dei rotatori può essere accompagnata da un degenerazione articolare che riduce la mobilità della spalla con conseguente perdita di forza del braccio.
La completa rigidità (spalla congelata) e l’instabilità (lussazioni) sono altre due affezioni della spalla, la cui diagnosi precoce permettedi porvi il giusto rimedio
Dopo una attenta visita specialistica supportata da eventuali esami strumentali (Radiografia, Risonanza Magnetica e TAC) sarà possibile formulare la corretta diagnosi.
In alcuni casi si può risolvere totalmente il problema in maniera coservativa mediante terapia medica, fisioterapia, infiltrazione e cellelule staminali.
Nei casi più gravi potrebbe essere necessario ricorrere a interventi chirurgici mini-invasivi (chirurgia artroscopica per le rotture della cuffia dei rotatori, per le instabilità ricorrenti o per le rigidità resistenti) oppure ricorrere alla chirurgia protesica di ultima generazione (protesi inversa/protesi anatomica).
Le fratture della spalla trattate correttamente e rapidamente con il giusto approccio (placca e viti, chiodi o protesi) consentiranno al paziente un rapido recupero funzionale.
Protesi Anatomica si utilizza quando i tendini risultano essere sani e i pazienti sono in giovane età (under 70). L’intervento si svolge sostituendo la parte omerale e glenoidea e lasciando intatta la cuffia dei rotatori.
Protesi inversa si utilizzata nella maggioranza dei casi, utilizzata quando i pazienti hanno rotture massive non riparabili della cuffia dei rotatori o importanti fratture della testa dell’omero e specialmente se il paziente è anziano. In questi casi il muscolo sano del deltoide veicolerà la funzione della cuffia dei rotatori che è mancante.
L’uso di cellule staminali, sta rivoluzionando il trattamento di patologie che tradizionalmente richiederebbero interventi chirurgici. Queste cellule hanno la capacità unica di riparare e rigenerare tessuti danneggiati, offrendo nuove speranze per il recupero funzionale senza la necessità di chirurgia invasiva.

Sono Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia, attualmente lavoro presso l’Istituto Chirurgico Ortopedico Traumatologico (I.C.O.T.) di Latina e presso la Casa di Cura Villa Betania di Roma.
Sono consulente presso la casa di cura S. Anna di Pomezia e presso la casa di cura Cascini di Belvedere Marittimo.
Mi occupo di chirurgia artroscopica e protesica della spalla, chirurgia protesica dell’anca con tecnica anteriore mini-invasiva e traumatologia dell’arto superiore.

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